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    ELEZIONI E AREA NAZIONALPOPOLARE: UNA BATOSTA ANNUNCIATA

    di on

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    Dopo un silenzio durato alcuni mesi, l’esito delle recenti elezioni amministrative mi obbliga a riprendere un ragionamento politico, caduto nel vuoto per l’ignavia e l’irresponsabilità di coloro che si definiscono leaders dei vari partitini, movimentini, giornalini (dopo queste ultime elezioni sempre più “ini”) che pullulano nella cosiddetta area nazionalpopolare. Un area ormai fatta più di slogans che di contenuti dove le costruzioni programmatiche progettuali sono state sacrificate in nome di improbabili elezioni.

    E, a questo punto, parlare di elezioni è riconoscere che sono state un fallimento totale, che la somma delle percentuali (non parliamo di voti perché la cosa sarebbe ancora più drammatica) dei vari “ini” è la più bassa in assoluto dal dopoguerra ad oggi. Vogliamo riflettere su questo dato o dobbiamo consolarci con qualche risultato avuto da qualche bravo militante in alcuni minuscoli e sconosciuti paesini d’Italia?

    D’altra parte perché la gente dovrebbe votarci?

    Non siamo credibili perché ci presentiamo smembrati, non siamo credibili perché non diciamo più nulla di coerente e di organico, non siamo credibili perché, come tutti gli altri partiti che diciamo di voler combattere, ci trasciniamo di elezione in elezione, senza avere la loro forza né clientelare, né economica.

    Sono sempre stato convinto che i movimenti politici o si affermano nel giro di pochi anni o sono destinati ad un lento declino.

    E’ quello che sta accadendo, ma si deve parlare di suicidio, perché non si è voluto(ma forse qualcuno lo ha proprio “voluto”) dare vita a quello slancio unitario che avrebbe potuto rappresentare il fatto nuovo della politica di questi anni.

    La gente non si è allontanata dalla politica, bensì è la politica che si è allontanata dalla gente, perché la politica non esiste più.

    Vogliamo tornare a parlarne? Avremo la forza ma soprattutto il coraggio di rinnovarci e di farci da parte per consentire al nuovo ed ai giovani di crescere? Ho dei forti dubbi.

    Io sono pronto a dare il mio contributo. Gli altri hanno capito la lezione?

    Adriano Tilgher


    5587 numero letture


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